NUOVI “OCCHIALI” PER IL TELESCOPIO GEMINI SOUTH

 

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Nuovi “occhiali” per il telescopio Gemini South: più facile trovare i “sosia” della Terra

GeminiSouthChile Il telescopio Gemini South, in Cile, ci “vede” meglio, grazie all’installazione del Gemini Planet Imager (Gpi). Ora è come se avesse dei nuovi e potentissimi “occhiali” che gli consentono di osservare i pianeti fuori dal Sistema Solare con un dettaglio e una nitidezza decisamente maggiori rispetto a quelli degli altri telescopi posti sulla Terra. Il primo “risultato” di questo nuovo strumento è la prima immagine di un pianeta gigante simile a Giove, che orbita intorno alla stella Beta Pictoris. La scoperta si deve al gruppo internazionale coordinato dall’Università americana di Stanford, e pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle scienze degli Stati Uniti, Pnas.

Possibile ottenere immagini dirette degli esopianeti – Il Gemini Planet Imager è un apparecchio progettato e ottimizzato per realizzare solo immagini ad alto contrasto, che incorpora un sistema ottico adattativo avanzato, il controllo della diffrazione, uno spettrografo a infrarossi e un polarimetro. Si tratta del primo strumento al mondo capace di ottenere immagini dirette di pianeti esterni al Sistema Solare (esopianeti), finora ricavate solo in forma indiretta. E’ infatti in grado di correggere le interferenze provenienti dal bagliore dell’atmosfera terrestre, producendo un’immagine molto più nitida e chiara.

Già individuato un pianeta sosia di Giove – Subito dopo l’installazione del Gpi, avvenuta nello scorso novembre, il team guidato da Bruce Macintosh ha realizzato la prima immagine di Beta Pictoris B, un pianeta gigante, simile a Giove, che orbita intorno alla stella Beta Pictoris. Il Gpi è stato in grado di rilevare il pianeta in un tempo di esposizione di soli 60 secondi, molto più rapidamente di quanto fatto con le precedenti esposizioni, e con un tempo di post-lavorazione minimo.

A caccia del pianeta sosia della Terra – Le osservazioni del Gpi mostrano che il pianeta compie la sua orbita in 20,5 anni, e orbita a circa 9 unità astronomiche dalla sua stella, leggermente più vicino di Saturno rispetto al Sole, con un’orbita quasi allineata con la linea di vista alla terra. I ricercatori hanno calcolato che Beta Pictoris b può transitare verso la stella madre nel 2017. Questi risultati dimostrano che con la sua “super-sensibilità”, il Gpi potrà aiutare a scoprire più esopianeti nell’imminente mappatura di 600 giovani stelle che inizierà nel 2014, e ottenere informazioni molto dettagliate anche sulla composizione dell’atmosfera, l’età e la massa di questi pianeti. Un valido aiuto nella ricerca di un pianeta “sosia” della Terra. Link

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